mercoledì 16 giugno 2010

God save tomato

Tutto cominciò qui ( dal sito www.ilpomodoroitaliano.it)

Il pomodoro è originario della cordigliera andina, in particolare di quella fascia territoriale che si estende dal nord del Cile al sud dell’Ecuador. Fu scoperto nella prima metà del Cinquecento quando i Conquistadores spagnoli approdarono in America. Gli Aztechi del Messico e gli Incas del Perù sono stati quindi i più antichi coltivatori del pomodoro!
Nonostante nel Nuovo Mondo il pomodoro facesse parte della dieta quotidiana degli indigeni, l'ortaggio simbolo della cucina mediterranea venne importato in Europa esclusivamente per usi ornamentali. All'inizio del 1600, dopo quasi un secolo dalla sua scoperta, il pomodoro non era ancora riconosciuto come un vegetale commestibile, perché ritenuto velenoso al pari di altre solanacee, come la mandragola e la belladonna.
Unica eccezione l’Italia dove a metà del Cinquecento, con un secolo d'anticipo rispetto all'Europa continentale, c’era già chi consumava i pomodori crudi, o fritti in olio e sale, o ancora in minestre e zuppe.
Soltanto alla fine del Settecento la coltivazione a scopo alimentare del pomodoro conobbe un forte impulso. Mentre in Francia il pomodoro veniva consumato alla corte dei re, nel sud Italia divenne l’alimento base della popolazione povera e dei lavoratori. Risale agli inizi del Settecento la prima tecnica di trasformazione in passata di pomodoro e al 1762 la scoperta della conservazione in barattoli di vetro degli estratti del vegetale fatti precedentemente bollire.
La coltivazione estensiva per uso alimentare è segnalata nelle regioni europee più temperate come Francia meridionale, Spagna, Italia meridionale e Sicilia, da dove il prodotto partiva per la commercializzazione nei mercati del Nord.
Dalla metà del Novecento, con il perfezionarsi delle tecniche di trasformazione e l’avvio della coltivazione di pieno campo, la produzione e l’esportazione italiane sono ai vertici mondiali. La coltivazione del prodotto destinato al consumo fresco, da mensa, per pelati, concentrati e succhi è diffusa in Campania, Emilia-Romagna, Lazio, Puglia e Sicilia.


Il termine pomodoro si deve al padre della botanica italiana, Pier Andrea Mattioli (1501–1577) che nel trattato Medici Senensis Commentarii introdusse la denominazione mala aurea, in seguito tradotto letteralmente.
Al pomodoro venivano attribuite proprietà afrodisiache e, per tale motivo, veniva impiegato in pozioni e filtri magici dagli alchimisti del Cinquecento e del Seicento. Così nelle diverse lingue europee si ritrovano le espressioni: love apple, Liebesapfel, pomme d'amour (o pomme d'or), rispettivamente in Inghilterra, Germania e Francia. Anche in Sicilia il riferimento all’amore era esplicito: pumu d’amuri!
Oggi con l'eccezione dell'italiano, i vecchi termini sono stati sostituiti da derivazioni dell'originario tòmatl degli indios aztechi, che indicava genericamente le piante con frutto globoso, polpa succosa e numerosi semi.

alcune tipologie:

Tipo Cuore di Bue
# Arawak
Tipo Insalataro
# Bubu
# Camone
# Carson
Tipo Marmande
# Marinda
Tipo Mini Oblungo
Mini Perino
# Dunne
Tipo Oblungo - Perino
# Lancelot
# Oskar
# Parsifal
Tipo Rosso a Grappolo
# Ikram
Tipo Mini cocktail
# Iskra
# Tyty
Tipo Cherry - Ciliegino
# Genio
# Maria Vittoria
Tipo Vesuviano
# Piccadilly
# Pixel
# Snack

maronna quanti....e io li adoro tutti!!!
God save the tomato!

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